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Reggio Emilia

REGGIO EMILIA A MISURA DI BAMBINI CON UN SALTO FINALE NEL CINEMA ITALIANO

Eccoci qui a raccontarvi il nostro primo weekend in zona gialla. Lo abbiamo sognato, desiderato ed è finalmente arrivato: è stato ancora più bello di come lo avessimo immaginato. Le nostre sensazioni sono state un misto di libertà e spensieratezza perché dopo tanto tempo siamo saliti in macchina e ci siamo diretti al di fuori della nostra Regione, la Lombardia. Per molto tempo ci siamo interrogati su quale sarebbe stato il posto da visitare ed, alla fine, abbiamo deciso di visitare Reggio Emilia. E’ una città che ci ha sempre affascinato e dopo averla visitata ne abbiamo capito il perché. 

Abbiamo cercato di effettuare una partenza tattica così da far dormire i bimbi all’andata. Siamo partiti verso ora di pranzo, i bimbi avevano da poco pranzato ed appena saliti in macchina si sono addormentati. La nostra prima direzione è stata Viano in provincia di Reggio Emilia dove abbiamo deciso di pernottare in un angolo di natura. Abbiamo cercato un luogo appartato, immerso nel verde, isolato e con diversi servizi tra cui il ristorante interno e lo abbiamo ritrovato in questa struttura. 

Il personale è molto attento alle esigenze della clientela, le camere sono a dir poco bellissime, con la pietra a vista e le travi in legno: sono molto organizzati nel rispetto della normativa anti-Covid. Infatti, in camera ogni sera abbiamo compilato un foglio dove abbiamo indicato i prodotti scelti per la colazione e la scelta è molto ampia. Abbiamo cenato presso il ristorante interno ed i piatti proposti sono stati molto gustosi con prodotti a km 0 con scelta di vini provenienti da cantine della zona. 

Gli esterni sono perfetti per i più piccoli perché c’è un prato molto spazioso (e curato!) dove possono osservare la natura in tutta la sua bellezza. Grazie al personale abbiamo scoperto un nido di uccellini ed Elia ha visto il piccolino appena nato. E’ stato molto emozionante perché è stato un modo per trovarsi di fronte allo spettacolo della natura in tutta la sua essenza.

La mattina dopo ci siamo incamminati verso Reggio Emilia e dopo circa una mezz’oretta siamo arrivati. Lungo la strada abbiamo incontrato tantissime cantine e vendita di prodotti tipici della zona quali salumi e formaggi. 

Abbiamo parcheggiato non in centro ma un po’ fuori(Parcheggio Caserma Zucchi) e ci siamo diretti alla scoperta della città. Man mano che ci avvicina verso il centro si ha la sensazione di entrare in una città storica e, difatti, in questa luogo è nata la bandiera nazionale italiana il 7 Gennaio 1797. 

Non a caso è soprannominata la “città del Tricolore”: ci sarebbe piaciuto entrare nel Palazzo comunale e visitare la Sala del Tricolore con annesso museo ma era chiuso.

La piazza (Piazza della Vittoria e Piazza Martiri del 7 Luglio 1960) è molto grande con una fontana che ha giochi d’acqua molto belli per i bimbi che si mettono tutti intorno ad aspettare la fontana zampillante. E’ una città pianeggiante che si presta alle camminate con i bimbi e con i passeggini. Ci siamo stupiti di quante biciclette abbiamo visto, tante famiglie a spasso per la città con le bici ed i seggiolini. 

Abbiamo visitato la Galleria Parmeggiani (aperta) che raccoglie una collezione di mobili, costumi, tessuti e dipinti raccolti da Luigi Parmeggiani nel corso degli Anni e suddivisa nella Sala delle Armi, nella Sala dei Gioielli e Sala dei Costumi. Elia ha osservato con stupore gli abitini dei bimbi di un tempo mentre Tobia avrebbe voluto afferrare qualsiasi cosa!

Non ci stupiamo se una città così viva abbiamo dato vita ad uno dei movimenti scolastici più produttivi di tutti i tempi, ovvero il metodo di Reggio-Emilia basato sulla filosofia dei “cento linguaggi dei bambini”, ovvero delle potenzialità dei bambini che si sviluppano nell’ambiente educativo. 

Incamminandoci verso il centro abbiamo visitato la Cattedrale di Santa Maria Assunta sulla cui facciata vi è la Statua della Madonna con Gesù Bambino e nei pressi vi è la Fontana del Crostolo (molto bella e suggestiva). 

Abbiamo scovato un angolino dove abbiamo scattato delle foto molto belle (peccato che Elia si era appena addormentato) in Via Palazzolo con un’installazione con ombrelli a pioggia. Ci siamo fermati a prendere un trancio di pizza e ad assaporare un caffè osservando l’andirivieni delle persone. Non è una città frenetica e questo depone a suo favore, sembra davvero creata appositamente per lasciare correre i piccoli tra le stradine. 

È una città molto creativa e questo lo si vede anche da molti negozietti che abbiamo notato in centro e questa creatività non poteva non manifestarsi in molti esempi di street art che abbiamo osservato lungo la via Rivoluzione d’Ottobre dipinti al di fuori della scuola e che sono piaciuti molto ai nostri piccoli. 

Purtroppo non siamo riusciti a vedere i Musei perché attesa la situazione attuale Covid sono ancora chiusi. Questo è uno dei motivi che ci porteranno di nuovo a Reggio Emilia.

Vicino a Reggio Emilia, si trova il paesino di Brescello dove è stato girato il film “Peppone e Don Camillo” e ci è piaciuto molto perché è molto raccolto e sembra davvero di entrare a far parte di una delle scene del film. Nella piazza principale ci sono le statue dei personaggi principali del film a grandezza naturale e noi ci siamo divertiti a scattare delle foto. Abbiamo avuto modo di assaggiare una specialità culinaria emiliana ovvero lo gnocco fritto con i salumi: una delizia per il palato e per gli occhi.

Cerchiamo di coinvolgere i nostri piccoli in queste “scorribande” ed abbiamo notato che Elia diventa sempre più curioso in ogni attività che gli proponiamo. 

Vi suggeriamo di venire a vedere questa splendida città perché è un posto perfetto per i piccoli!

Buona lettura!

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