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Cari amici, inauguriamo la sezione dei libri di viaggio per grandi con uno dei nostri libri preferiti.

Il testo scelto è “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani. E’ uno dei primi libri di questo immenso giornalista e viaggiatore che noi abbiamo letto, anzi divorato. Cosa succederebbe se un indovino ti dicesse di non prendere un aereo in un preciso anno perché correresti un grave pericolo? Cosa faresti? Lo ascolteresti? O ignoreresti la sua profezia? Questo è ciò che accade a Tiziano Terzani quando, nel 1976 ad Hong Kong, un indovino gli preannuncia questa terribile sventura. 

Gli anni trascorrono ma verso la fine del 1992, il giornalista abituato a volare in continuazione per via del suo lavoro, si ricorda di quanto detto dall’indovino.

…..Quel divino avvertimento (già: “indovino”, “divino”, così simili?!) mi dava l’occasione, direi mi imponeva, di introdurre una variante nei miei giorni.

La profezia era la scusa, La verità è che uno a cinquantacinque anni ha una gran voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla propria vita, di guardare al mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c’è la luna e che il tempo non è solo quello scandito dagli orologi. Questa era la mia occasione e non potevo lasciarmela scappare…….

Decide di prendere un anno sabbatico dai voli per viaggiare ad un ritmo diverso, più lento ed autentico. Sarà un anno dove Terzani si muoverà con tutti i mezzi possibili, sperimenterà nuovi mezzi di locomozione in un continente, l’Asia, così diverso dall’Occidente.

E’ un libro storico perché è un reportage di ciò che avviene in quel preciso momento storico (emozionante è il ricordo di Terzani legato al suo incontro con i Khmer rossi che gli puntarono i mitra addosso), ricco di aneddoti, di esperienze di vita vissuta. Il 20 marzo del 1993 un elicottero delle Nazioni Unite in Cambogia si abbattè con 5 giornalisti a bordo. Tra di loro vi era il collega tedesco che aveva preso il posto di Terzani. 

Soltanto in un treno, con tante ore di viaggio davanti, con la campagna che scorre piacevole fuori dei finestrini e una bella, improvvisa tempesta tropicale con l’acqua a scrosci da prendere a piene mani per lavarsi la faccia sudata e rinfrescarsi dalla calura, ci si può lasciar andare a parlare così, senza tener conto del tempo o dell’apparente assurdità del conversare…..

Questo libro ci è piaciuto perché è un aneddoto reale su molte tematiche legate all’Asia, continente che noi amiamo. E’ un viaggio nel mondo dell’occulto, nella dimensione temporale diversa da come noi siamo abituati a concepirlo, nelle profezie e nei rimedi naturali alle malattie corporee. 

Durante questo anno, il giornalista si ritroverà a fare i conti con uno stuolo di indovini, alcuni improvvisati, altri lasceranno in lui una grande impressione riuscendo a svelare dettagli sulla sua vita avvicinandosi a loro né da credulone né da diffidente ma con la giusta curiosità e dubbio che hanno reso l’autore uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. 

Il libro si chiude con un inno alla vita ed una speranza per il futuro.

“…Ed io? Dove vado, io? Che cosa mi invento ora che non ho più da evitare gli aerei? Certo, un’altra buona occasione si ripresenterà. La vita ne è piena…”. 

Buona lettura!

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