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AMERICAN DREAMS

DAI GREAT LAKES PASSANDO DALLE NIAGARA FALLS E GLI AMISH COUNTIES ARRIVANDO A CHICAGO, LA WINDY CITY

Nel decidere la meta del nostro viaggio abbiamo preferito puntare su una zona paesaggisticamente affascinante e meno battuta di altre partendo da una città come Chicago

Abbiamo deciso di far partire il nostro tour da questa splendida città perché: 

  • ha un aeroporto internazionale raggiungibile direttamente dall’Europa 
  • è situata su uno dei Grandi Laghi.

Appena siamo arrivati a Chicago, abbiamo pernottato nei pressi dell’aeroporto così da dirigerci subito verso il cuore del nostro Tour.

Prima però è doverosa una premessa che riteniamo importante: per arrivare a Chicago abbiamo trovato un volo da Milano Linate con scalo a Dublino (volando con AerLingus) con una combinazione tempo/prezzo accettabile. 

Lo scalo a Dublino (dove siamo stati 4 ore) è uno dei pochi aeroporti al mondo ove viene effettuata la dogana di ingresso per gli Stati Uniti già alla partenza (nel link seguente trovate l’elenco aggiornato https://www.cbp.gov/border-security/ports-entry/operations/preclearance) permettendo così all’arrivo negli USA un notevole risparmio di tempo. 

Ciò perché si viene automaticamente indirizzati come se si fosse cittadini americani evitando la spesso lunga e noiosa coda che si crea alla dogana.

Purtroppo al nostro arrivo a Chicago è stato smarrito uno dei nostri bagagli imbarcati e, dopo una prima attesa di mezz’ora, siamo andati a ritirare il veicolo preso a noleggio per andare all’hotel. Per fortuna siamo soliti dividere i bagagli di tutta la famiglia in maniera uniforme tra le varie valigie così da avere in ogni caso un tot di cose di ognuno di noi in ogni valigia.

Sul punto potete trovare anche un altro articolo relativo all’assicurazione di viaggio (inserire link assicurazione viaggio). 

Il nostro primo hotel è stato scelto in anticipo in prossimità dell’aeroporto (https://www.hyatt.com/en-US/hotel/illinois/hyatt-place-chicago-ohare-airport/chizo?src=corp_lclb_gmb_seo_chizo) in quanto sapevamo che saremmo arrivati in tarda serata (orario americano, quindi a notte fonda italiana) dopo un viaggio lungo, specie per nostro figlio di due anni.

Il mattino dopo, dopo una super colazione, ci siamo mossi in direzione nord ovest per una tappa di trasferimento. La nostra destinazione è stata Eau Claire dove siamo arrivati dopo sei ore di guida circa. 

Il paesino nel Wisconsin ha un museo per bambini https://www.childrensmuseumec.com/ molto bello ed abbiamo avuto modo di visitare un playground (i parchi giochi attrezzati per bambini) in cui far giocare Elia. Il playground che abbiamo visto ci ha colpito per la sua grandezza e la varietà di giochi contenuti. Vi inseriamo alcune foto così potete farvi un’idea.

tips di viaggio

Il nostro suggerimento è quello di individuare in anticipo (sin dalla fase organizzativa del viaggio) i  playground nelle varie città  in cui fare sosta così da poter far giocare i piccoli.

Da Eau Claire ci siamo trasferiti a Duluth, la città che ha dato i natali a Bob Dylan. Siamo andati a visitare la casa il cui indirizzo è 519 N 3rd Ave E, Duluth, MN 55805.  Sempre in città abbiamo fatto una passeggiata lungo il lago da cui si ammira alla estremità nord-est del porto il suo ponte aereo (il ponte aerial lift): nostro figlio si è divertito a vedere salire e scendere la base carrabile del ponte nel mentre le navi si dirigevamo verso il porto.

Da Duluth abbiamo optato per la costa sud del lago Superiore, visitando la Penisola di Keweenaw (che è stata famosa per la scoperta del rame nel XVIII. 

Ci siamo fermati nella cittadina di Marquette dove ci siamo fermati in un ristorantino ed abbiamo fatto una passeggiata sul lungo lago. E’ stupefacente la grandezza dei laghi americani: ci si perde nel guardarli perché sono davvero immensi. Elia stupito continuava a ripetere: “Mamma il mare!”. Abbiamo notato che si trovano dei chioschi dotati di tutto l’occorrente per pulire il pesce e grigliarlo al momento. 

Ci siamo incamminati fino alla cittadina di confine di Sault Ste. Marie (in Canada) ubicata all’estremità orientale del lago Superiore dove abbiamo visitato il Pointe Des Chenes Beach dove Elia si è divertito a camminare e raccogliere ramoscelli. 

Il solo lago Superiore ha una superficie appena superiore agli 82.000 kmq, superiore alla superficie complessiva di Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia e Veneto messi insieme.

Durante questa tappa ed in molte altre del nostro tour abbiamo ammirato il paesaggio che ci circondava con strade, spesso deserte, che si sviluppavano in mezzo alla vegetazione…per noi è stato un modo per scoprire luoghi autentici, circondati da locals e con pochissimi turisti. 

Dopo la nostra prima toccata e fuga in Canada ci siamo diretti a sud lungo la costa occidentale del lago Huron visitando il paese di Alpena scendendo fino a Bay City sempre sulle coste del lago Huron.

La cittadina di Alpena ci è piaciuta molto perché ha dei murales molto belli con disegni di pesci in bassorilievo coloratissimi. Ad Elia sono piaciuti molto ed ha cercato di staccarli (vi inseriamo la foto così da darvi un’idea).

Il giorno seguente ci siamo diretti verso Detroit e più precisamente nella città di Dearborn dove abbiamo visitato l’Henry Ford Museum che merita assolutamente una visita che vi rapirà almeno per un giorno intero (ci si potrebbe stare anche due giorni senza mai annoiarsi né far annoiare i bambini). 

Per nostra scelta, non abbiamo visitato Detroit perché la nostra intenzione visitare il Museo che racchiude un immenso patrimonio di cimeli della cultura americana. 

Innanzitutto c’è da dire che è un museo immenso, a misura di bambino. Elia è rimasto estasiato quando siamo arrivati. E’ suddiviso per temi: 

  • driving America (ci sono le automobili che hanno trasformato la nostra società negli ultimi 100 Anni)
  • railroads (ci siamo meravigliati delle enormi dimensioni delle locomotive a motore. Siamo saliti all’interno di una di esse ed Elia si è divertito ad osservare cosa faceva “il macchinista”. Sono stati riprodotti in miniatura tutta una serie di treni ed Elia li ha osservati incantato)
  • presidential vehicles (abbiamo ammirato l’evoluzione delle automobili presidenziali tra cui spicca l’automobile presidenziale nella quale viaggiava il Presidente Kennedy quando venne assassinato a Dallas il 22 novembre 1963. Per noi è stato un tuffo nella storia). 
  • heroes of the sky (in questa sezione del museo abbiamo visto i prototipi dei primi aerei. E’ stato bello entrare in un velivolo con Elia perché ci è sembrato di essere sulle nuvole)
  • with liberty and justice for all (di questa sezione, Elia vedrà le foto di mamma Linda emozionata nel sedersi dove Rosa Parks rifiutò di cedere il posto ad un bianco dando vita alla rivoluzione attraverso il movimento per i diritti civili)
  • made in America (è la sezione dove ci sono i prodotti che hanno trasformato l’America in una potenza manifatturiera)
  • mathematica (in questa sezione vi è la possibilità di giocare con la logica in un’esibizione interattiva)
  • dymaxion house (qui è possibile vedere la casa del futuro, la Dymaxion House, concepita dall’architetto R. Buckminster Fuller)
  • fully furnished (in questa sezione sono contenuti i mobili dal 1670 ad oggi. E’ molto interessante perché è uno spaccato della società americana fino ai giorni nostri)
  • agricolture (in questa sezione vi è la collezione di attrezzature agricole di tutta la nazione. Se si pensa al c.d. “rust belt”, agli Stati americani dove viene prodotto il grano, fa impressione vedere quanto siano grandi queste macchine agricole!

Finita la visita al museo ci siamo diretti verso London (in Canada) dove al confine abbiamo trovato il primo ed unico momento di ingorgo stradale, complice l’ora di arrivo e l’importanza commerciale del confine. 

Superato l’ingorgo, siamo arrivati in questa cittadina dove ci siamo messi alla ricerca di un posticino dove poter mangiare.

Abbiamo trovato per caso questo ristorante pieno zeppo di persone. Questo ci ha indotto a fermarci e lì dentro abbiamo scoperto si trattava di un ristorante italiano. 

Quando ci siamo seduti, ci hanno chiesto da dove venissimo e quando hanno sentito che eravamo italiani si sono stupiti perché non è una zona battuta dal turismo italiano. Ad un certo punto, mentre cenavamo è arrivata questa dolcissima signora, la proprietaria a conoscerci. Abbiamo scoperto che lei è di origini friulane, arrivata in Canada circa 70 anni fa.  Vi lasciamo il link del ristorante (https://dolcetto.ca/) che merita per la bontà del cibo e la gentilezza di tutto lo staff. 

Il giorno seguente siamo arrivati alle cascate del Niagara. Le avevamo già visitate osservandole dalla parte americana ma, questa volta, le abbiamo viste per la prima volta con Elia ed è stato ancora più bello. 

Quando siamo arrivati, Elia ha esclamato:”Mamma, guarda che piscina grande!”.

a precisazione è doverosa: è un luogo molto turistico ed abbastanza caro ma le cascate meritano la pena di essere viste. 

Abbiamo prenotato l’hotel Niagara Falls Marriott on the Falls la camera con vista sulle cascate perché abbiamo deciso di restarci un giorno intero. 

La bellezza di questo albergo è che la camera con vista cascate ha una visuale impagabile. Quando tramonta il sole con i giochi di luce è bellissimo osservarle. Elia non voleva più dormire perché “Mamma voglio vedere la piscina luminosa!”.

Per poter vedere meglio le cascate potrete anche andare sulla “Maid of the Mist”: si tratta del servizio di battelli che vi porta direttamente sotto ad entrambe le cascate (www.maidofthemist.com). Noi lo avevamo fatto insieme alcuni anni fa ma, questa volta, abbiamo preferito rinunciare.

Il giorno dopo, dopo un’ultima passeggiata di fronte alle cascate del Niagara, abbiamo ripreso la nostra macchina per dirigerci in direzione ovest per iniziare il nostro lento rientro verso Chicago con diverse tappe nel mezzo che ci hanno portato a costeggiare il lago Erie, visitando l’omonima cittadina e il suo Presque Isle State Park concedendoci una bella passeggiata sulla spiaggia ventilata (molto ventilata). Elia, vedendo l’immensa distesa d’acqua davanti che si perdeva a vista d’occhio, si è divertito molto pensando che fossimo arrivati al mare. Proprio in quel momento, si erano radunate alcune persone intente a far volare i loro aquiloni e ad Elia è piaciuto molto. 

Il giorno seguente, abbiamo visitato il Cuyahoga National Park, è l’unico parco nazionale nello stato dell’Ohio ed ha dei bellissimi tratti di foresta. 

La nostra visita è durata poco perché dovevamo raggiungere l’Amish Country dell’Ohio

La prima cosa che abbiamo fatto è stata concederci un tour un tour tra queste piccole cittadine, molto caratteristiche. 

Abbiamo pernottando in un hotel a conduzione Amish (www.amishdoor.com): in realtà era una bella casa in perfetto stile americano, immersa nella natura, con poche stanze situate al piano superiore, colazione con prodotti genuini fatti direttamente dalla famiglia che gestisce la struttura. Peccato fosse domenica e il piccolo mercato interno della struttura fosse chiuso. La comunità Amish non è aperta al turismo ma questa struttura ci ha mostrato un piccolo spaccato della loro quotidianità. 

Il giorno seguente, proseguendo sempre verso ovest ci siamo fermati a Goshen (Indiana) in un’altra contea dove è presente la locale contea Amish: qui la comunità Amish era più “amalgamata” nella realtà circostante.

A Shipshewana abbiamo visitato una vera e propria amish farm (Dutch Creek Farm Animal Park): questa visita è stata bellissima. Elia adora molto gli animali e si è divertito tantissimo a salire sul carro e dar da mangiare agli animali. E’ una sosta che vi suggeriamo.

Alla fine di tutto siamo arrivati a Chicago (la terza città più grande di tutti gli USA) dove ci siamo fermati per due giorni interi alla scoperta della città.

STORIA. Questa città, l’8 ottobre 1871, subì un evento che ne avrebbe segnato per sempre le sorti: lo scoppio del Grande Incendio  che rase al suolo l’intero centro cittadino. Pare che l’incendio ebbe origine da una lanterna buttata a terra con un calcio dalla mucca della signora O’Leary. Dopo questo triste avvenimento Chicago venne ricostruita.

Noi abbiamo prenotato un hotel in una zona centrale così abbiamo avuto la possibilità di visitare il loop in tranquillità con il passeggino. 

Consigliamo da vedere: 

  • il Millenium Park che è un complesso di luoghi aperti a tutti. Catturerà la vostra attenzione la struttura argentata composta di vele e tubi in acciaio
  •  la Crown Fountain dove abbiamo trascorso tantissimo tempo perché è letteralmente una piscina a cielo aperto: è’ una fontana che proietta immagini delle persone che si trovano lì dalla cui bocca fuoriesce la cascata d’acqua. Elia si è divertito un mondo a giocare con l’acqua e ad interagire con tutti i bimbi
  • Il Cloud Gate (c.d. “bean”) è una scultura del peso di 110 tonnellate che ha una forma a goccia tanto da essere soprannominata “the Bean” (il fagiolo)
  • L’Art Institute of Chicago (è il secondo museo degli Stati Uniti in ordine di grandezza) merita di essere visitato con molta attenzione. Al suo interno sono custoditi tesori che spaziano da Picasso a Mirò, da Van Gogh a Diego Rivera. Il costo del biglietto è notevole ma ne vale davvero la pena
  • nel Chicago Cultural Center vi è la più grande cupola al mondo Tiffany.  Davvero lascia a bocca aperta! Ed inoltre merita la visita perché ospita concerti e mostre: quando noi lo abbiamo visitato c’era un concerto al pianoforte davvero bellissimo
  • la Magnificent Mile è la strada dove ci sono i negozi più belli e più costosi ma merita una visita perché è facilmente percorribile con il passeggino.

Noi abbiamo deciso di fare una crociera sul fiume Chicago per vedere l’architettura della città ed i suoi grattacieli: è stata una bellissima esperienza ed Elia si è divertito molto tanto che per farlo scendere c’è voluta un’opera di convincimento notevole!

Ci teniamo a parlarvi di un’agenzia seria e gratuita che propone itinerari tematici che vengono effettuati da un abitante della città: Chicago Greeter. Per noi è stata una bellissima esperienza (dura intorno alle quattro ore) ed abbiamo avuto la possibilità di visitare la città guardandola con gli occhi di un local ed è un’opzione che vi suggeriamo di considerare. Noi abbiamo prenotato tramite il loro sito (www.chicagogreeter.com). 

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio fantastico dove abbiamo percorso circa 3000 miglia visitando molti Stati americani: Illinois, Wisconsin, Minnesota, Michigan, New York, Pennsylvania, Ohio, Indiana (con una tappa in Canada per vedere le Niagara falls, la cittadina di London e Sault Ste. Marie). 

TIPS PER I PIU’ PICCOLI

  • vi suggeriamo di visitare una Amish farm: lì i più piccoli hanno la possibilità di stare a contatto con la natura. Nel nostro diario di viaggio abbiamo inserito il nominativo di quella da noi visitata
  • i playground sono tenuti molto bene 
  • crociera sul fiume Chicago che per i bimbi è un’esperienza divertente
  • ovunque andrete troverete ristoranti ed alberghi family friendly pronti ad accogliere i più piccoli

Noi abbiamo deciso di visitare questa parte degli States perché poco battuta dal turismo di massa: infatti, abbiamo incontrato famiglie di residenti americani in vacanza. 

Ci auguriamo di esservi stati di aiuto ed ispirazione per un vostro futuro viaggio negli States!

Buona lettura ☺

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