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Certosa di Padula

Cosa Vedere Alla Certosa di Padula Con I Bambini

PREMESSA

Ci troviamo a Padula, nel cuore del Vallo di Diano in una posizione ottimale incorniciata tra i monti nella natura più rigogliosa. 

Per chi è nato in Campania, Padula è una delle mete delle gite scolastiche in giornata e, quasi a scandire il tempo che trascorre inesorabile, ci siamo imbattuti in molte scolaresche intente a visitare questo luogo storico e senza tempo. 

Ci troviamo al cospetto di una delle più grandi Certose d’Europa vasta circa 50.000 metri quadrati e percorrerla vi farà sentire in un pezzo di storia. 

INFO PRATICHE

La Certosa di Padula si trova al di sotto del borgo di Padula in provincia di Salerno.

Per arrivare occorre prendere l’uscita autostradale Padula-Buonabitacolo e dopo non molto vi troverete al cospetto di questo posto senza tempo. 

All’ingresso trovate la biglietteria e le opzioni di acquisto sono varie. 

Vi sono diverse tipologie di acquisto:  

  • certosa + musei civici + videoguida (prezzo intero ha un costo di 10 euro, “young” (dai 18 ai 25 anni)  6 euro, “young” (dai 6 ai 18 anni) 3 euro, gratuito per i minori di anni 6. 
  • certosa completo (casa alta + casa bassa + videoguida) (prezzo intero ha un costo di 8 euro, “young” (dai 18 ai 25 anni)  4 euro, gratuito per i minori di anni 18. 
  • certosa (solo casa alta) prezzo intero ha un costo di 6 euro, “young” (dai 18 ai 25 anni)  2 euro, gratuito per i minori di anni 18. 

Per qualsiasi ulteriore info il sito da consultare è https://www.padula.eu/ 

Il biglietto acquistato al costo di 8 euro mi ha dato la possibilità di esplorare tutta la Certosa e la parte esterna. Scelta del tutto personale è stata quella di pagare una visita guidata che, al costo di 10 euro, mi ha portato per tutta la Certosa per circa due ore con l’accompagnamento di una bravissima guida turistica. 

Per info, vi lascio la sua e-mail così da organizzare il tour insieme a lei ariapagano@tiscali.it (il nome della guida è Maria Pagano, guida turistica e guida ambientale escursionistica). 

Vi suggerisco questa opzione perchè ne vale la pena. Il biglietto avrà un prezzo maggiorato ma potrete uscire dalla Certosa con informazioni dettagliate ed utili. 

All’interno della Certosa è ubicato un bar dove trovare panini, fermarvi per un caffè.

Se avete intenzione di una sosta più lunga, accanto alla Certosa, trovate la Trattoria degli Ulivi (Viale Certosa – Padula – 0975 77769) dove gustare piatti tipici locali. 

La visita di questo luogo è adatta a tutti, anche i passeggini hanno accesso, ad esclusione delle scale cui si accede ma il percorso non è difficile. Se temete di non farcela, portate con voi la fascia bebè. 

Cercate di arrivare presto altrimenti il rischio è quello di trovare tante scolaresche e di non riuscire a godere la visita. 

STORIA

Per comprendere appieno la funzione della Certosa occorre precisare che la costruzione del complesso persegue l’idea dell’Ordine fondato da San Brunone di Colonia, in Francia, ove vi è la contrapposizione tra una casa alta ed una casa bassa

Inizialmente la Certosa è costituita da due strutture, anche distanti chilometri e, per alcuni Secoli, sarà così. 

Nella casa bassa vivono i conversi. Durante la visita è possibile vedere le finestre e le celle ossia le stanze dove dormono e dove passano il tempo quando non sono fuori per lavorare. Vi era la necessità di avere il raffronto con l’esterno e la porta all’ingresso di giorno rimaneva aperta. 

I frati conversi sono quelli che coltivano l’orto comune, i possedimenti vastissimi che questa Certosa aveva in tutta l’Italia meridionale e, siccome non riuscivano a far fronte da soli, prendevano alle dipendenze persone dall’esterno.  

Un registro dei pagamenti risalente al 1772 riferisce che sono circa 200 le persone pagate dai certosini, molti anche a tempo indeterminato. 

Questo mostra che intorno alla Certosa vi era un mondo. Attraverso le aziende agricole gestite dai conversi arrivavano tante derrate ed il grano veniva venduto. Alcuni prodotti venivano acquistati all’esterno, come ad esempio il pesce che non venivano da loro prodotto e veniva consumato in grandi quantità perchè loro non mangiavano carne. 

L’epoca Seicentesca fu quella che rappresentò il momento di maggior splendore della Certosa, interrotta dall’arrivo di Napoleone ed i Francesi che dispersero gran parte del patrimonio artistico  e del patrimonio liturgico. Sconfitto Napoleone, i certosini riusciranno a ritornare ma avevano perso il legame con il territorio. 

Dichiarato Monumento nazionale nel 1882, comincerà a subire un lento degrado ed abbandono. Nel 1982 ha inizio un elaborato sistema di restauri e nel 1998 la Certosa è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

COSA VEDERE  

Il percorso comincia dalla corte esterna, la parte rettangolare cui si accede subito dopo il portone di ingresso. E’ una parte molto ampia dove erano collocate le zone produttive del monastero tra cui granai, frantoio e cantine. 

Zona che restava aperta fino al tramonto al confine con la parte che non era accessibile alla “casa alta”. 

La parte del refettorio e cucine è molto ampia con ubicato sulla parete un dipinto delle Nozze di Cana. Nella cucina ci sono alle pareti mattonelle colorate  e la forma curva dovuta alle tegole provenienti dal Campanile di una chiesa. Secondo alcuni questi colori così accesi dovrebbero attirare le mosche e tenerle lontane dalle pietanze. Sui tavoli di marmo ci sono ancora i segni dei tagli che venivano effettuati alle pietanze. 

Molto bello è il Chiostro dei procuratori (adibiti alla cura del patrimonio della Certosa) dove al centro è collocata una fontana in pietra di Padula.

Stupendo è lo Scalone ellittico (non accessibile ma chiuso all’accesso per restauro), a doppia rampa, che collega i due piani dei chiostri ed il periodo di realizzazione è datato all’incirca verso il 1779 da Gaetano Barba, allievo di Vanvitelli. 

Il tenore dei dipinti lascia a bocca aperta come nella Sala del Capitolo  composta da stucchi settecenteschi ed altare in pietra di Padula. 

COSA VEDERE NEI DINTORNI

I dintorni della Certosa offrono località meravigliose da visitare ed ecco tre itinerari da noi percorsi cui potrete prendere spunto per le vostre vacanze. I primi due si trovano in provincia di Salerno mentre l’ultimo in Basilicata e la distanza dalla Certosa è di circa un’ora.  

Maratea

Grotte di Castelcivita

Sicignano degli Alburni

Se avete intenzione di visitare la Campania non perdete questa meraviglia e se avete necessità di ulteriori informazioni scriveteci nei commenti.

Siamo felici di poterci confrontare con altri viaggiatori. Se preferite, inviate una e-mail o venite a trovarci sui nostri canali social. 

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