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Barcis

AFFRONTARE IL PONTE TIBETANO A BARCIS

PREMESSA

Ognuno  di noi ha una propria personale lista di posti da visitare: nella mia personale lista avevo inserito da anni affrontare il ponte tibetano perchè desideravo mettermi alla prova ed affrontare questo percorso pur soffrendo di vertigini. 

Sono quelle cose che tutti abbiamo inserito nelle nostre bucket list cui pensiamo spesso. e, soprattutto, che rimandiamo. Ma questa volta no, mi sono fatta coraggio perchè sentivo dentro di me che volevo vivere ed assaporare quest’esperienza. 

E poi vuoi mettere ad avere tre super tifosi al tuo fianco? Daniele ed i bimbi a farmi da sostenitori lungo tutto il percorso. Non mi hanno mollato un attimo, sono sempre stati al mio fianco a darmi coraggio. 

Complice il fatto di aver individuato questo punto durante il nostro itinerario di ritorno dal nostro viaggio in Slovenia e Croazia mi sono detta che quello era un segnale e che non potevo assolutamente sottrarmi ma che era arrivato il momento. 

Così per tutto il tempo ho tediato i miei piccoli sostenitori e Daniele su quanta fifa avessi. Molti di voi si chiederanno il perchè volessi farlo se soffro di vertigini. 

Perchè credo che nella vita le paure vadano affrontate e che bisogna mettersi alla prova ed affrontare le paure più profonde: nel mio caso, ho cominciato a soffrire di vertigini e l’idea di poter affrontare un ponte tibetano mi faceva tremare le gambe. Piano piano in me si è fatta spazio una vocina che continuava a dirmi che potevo farcela, con i miei tempi ma che era arrivato il momento di affrontare questa paura, combatterla e, soprattutto, vincerla.

COME AFFRONTARE IL PONTE TIBETANO SOFFRENDO DI VERTIGINI

E, così, siamo arrivati a Barcis in questo paesino stupendo di buon mattino che si trova in provincia di Pordenone (ci eravamo informati e già sapevamo che il ponte apriva alle 10) e ci siamo diretti nei pressi del ponte. Abbiamo parcheggiato nei pressi del ristorante ubicato proprio all’ingresso e ci siamo diretti all’Ufficio Informazioni

Non sto nemmeno a raccontarvi la mia agitazione quando sono arrivata all’Ufficio Informazioni per richiedere info su come vivere quest’esperienza: mi sono avvicinata e con un filo di voce ho detto all’addetto alla reception che volevo acquistare il biglietto per fare il ponte ma che avevo tanta paura. 

Probabilmente questa persona di storie come la mia ne avrà viste ed ascoltate tantissime e mi ha sorriso dicendo di non preoccuparmi ma che sarebbe stata una bellissima esperienza. Io ancora non lo sapevo ma così sarebbe stato!

Ci sono state consegnate le brochure e tutti e quattro abbiamo dovuto indossare all’ingresso del tunnel  i caschi che ci sono stati consegnati (ogni casco è stato igienizzato e contiene una cuffietta): ci siamo avviati lungo questo tunnel che sembrava davvero tetro e, più lo percorrevo, più mi sentivo sopraffatta dalle emozioni. 

Il percorso per arrivare al ponte tibetano è molto suggestivo e si attraversa un canyon dove le rocce sono a strapiombo e sembra quasi che vengano giù, si percorre facilmente con i passeggini e la vista è sublime: in basso si vedono scorrere acque color smeraldo. In realtà, il fiume era un po’ in secca trattandosi di agosto ma vale davvero la pena visitarlo. 

Ci siamo fermati a scattare delle foto perchè è un posto che andava immortalato in tutta la sua bellezza. 

Arrivati alla fine di questo percorso, si vede il ponte ed aiuto!!!!

No panic…..ma il panico mi è venuto per davvero a pensare che io sarei dovuta salirci sopra e per di più da sola perchè Daniele sarebbe rimasto con i bambini. Mi sono avvicinata al personale addetto ed ho pagato il biglietto: questo signore mi ha spiegato come comportarmi e mi ha aiutata a mettere l’imbragatura spiegandomi come mettere i ganci. 

E poi…mi sono avviata forte del fatto che era arrivato il momento di spiccare il volo. Il percorso proprio per accedere non è semplicissimo e bisogna far attenzione a non scivolare perchè i piedi vanno inseriti in alcune fessure create tra le rocce. 

In questo modo ho cominciato: come nella vita si procede un passetto alla volta così ho affrontato il ponte, piano piano ma questa volta guardando giù. Mi sono detta la mia frase mantra sussurandola “solo chi sogna può volare” e mi sono ripetuta che non potevo affrontare il ponte senza guardare giù. Credetemi è stato bellissimo e pauroso allo stesso tempo ma arrivata ad un certo punto mi sono bloccata per la paura. 

E lì sono arrivati i rinforzi: i miei bambini e Daniele pronti ad incitarmi e fare il tifo per me. E’ stato davvero emozionante e sono riuscita a terminare il ponte ed arrivare fino alle fine dove mi hanno abbracciato i miei piccoli eroi. 

Ho deciso di inserire un video sul nostro profilo instagram per mostrare a tutti che volere è potere e se ci sono riuscita io possono riuscirci tutti. Abbiamo percorso la strada del ritorno con la gioia nel cuore e pronti ad andare a pranzo in un posto vicino al lungolago da cui godere di una vista meravigliosa. Il ristorante scelto è stato La Locanda con cucina La Serenissima dove potrete ottimi piatti tipici tra cui un ottimo frico (piatto tipico della Regione a base di patate e formaggio) che vi consigliamo di assaggiare. Prezzo onesto.

SUGGERIMENTI

Di seguito vi indico i miei suggerimenti per vivere al meglio questa esperienza

  • per chi non ha mai affrontato un ponte tibetano questo di Barcis è quello ideale perchè è quello meno alto
  • fate una ricca colazione così da arrivare pieni di energia 
  • godetevi tutto il percorso: cercate di pensare alle cose belle che vi trasmettono serenità
  • indossate un abbigliamento comodo e scarpe con la suola che non scivola.

Super felici e con la pancia piena abbiamo imboccato la strada di ritorno verso Milano grati per aver concluso la nostra vacanza nel migliore dei modi.

 

Speriamo che queste mie parole vi abbiano motivato nel decidere di affrontare questo percorso e vincere le vostre paure.

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