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Australia

DUE CUORI NELL’OUTBACK AUSTRALIANO

Quando abbiamo deciso di progettare il nostro viaggio di nozze, abbiamo pensato ad un qualcosa che fosse sensazionale, mai fatto prima, di nuovo per noi e che ci portasse letteralmente in un altro mondo. Per questo motivo la decisione è caduta sull’Australia.

Nel  nostro immaginario l’Australia era un’immensa distesa di spiagge, di terra rossa, di canguri, di vecchio e nuovo insieme con la cultura aborigena a fare da sfondo. In realtà è molto e molto altro ancora!

tips di viaggio

Considerato il lungo viaggio abbiamo optato per concederci all’andata ed al ritorno degli scali per visitare le città destinazione dei nostri voli. All’andata ci siamo fermati a Singapore ed al ritorno a Dubai. Abbiamo spezzato il viaggio e colto l’occasione di visitare due posti molto interessanti. 

L’arrivo a Sydney è stato per noi vissuto come nei più classici cliché stile trasmissione televisiva “Airport Security”.

Siamo stati oggetto di un’accurata intervista ad opera della polizia australiana circa le ragioni del viaggio in Australia, la durata e le nostre intenzioni in merito ad un’eventuale permanenza ulteriore rispetto alla scadenza  del visto turistico ed i toni utilizzati sono stati molto bruschi. 

Per fortuna, dopo mezz’oretta circa eravamo sul taxi che ci portava al nostro albergo situato in centro a Sydney. 

Prima tappa: Sydney

Abbiamo visitato Sidney in massima libertà, senza alcun programma prestabilito.

E’ una città facile da girare, sia a piedi che con i mezzi pubblici. Nei nostri due giorni di permanenza abbiamo  girato il centro a piedi, prendendo i mezzi pubblici soltanto per andare a vedere Bondi Beach. Una volta arrivati lì, purtroppo, il clima invernale seppur mite di Sydney (era agosto) non è stato molto clemente con noi: siamo arrivati durante una giornata di pioggia battente e nemmeno gli ombrellini acquistati in tutta fretta in un negozio ci sono venuti in soccorso, anzi si sono rotti alle prime, vigorose, folate di vento. E’ stata un’esperienza divertente perché volevamo a tutti i costi vedere Bondi Beach!

Nonostante la giornata, la spiaggia era frequentata da un discreto numero di surfisti che surfavano come se nulla fosse sotto una pioggia incessante. 

Se c’è un aspetto che ci ha lasciato questa città è sicuramente il senso di libertà che si respira. Arrivando noi da una città così caotica come Milano, Sydney ci è sembrata una valle incantata per la sua tranquillità. 

COSA VEDERE a sydney

  • Opera House 
  • Sidney Harbour Bridge (noi lo abbiamo percorso a piedi e la vista toglie il fiato)
  • Mercatini (in città ve ne sono di ogni genere e per tutti i gusti. Noi ci siamo addentrati in ogni mercatino che vedevamo per assaporare la vita australiana come se fossimo dei locals). 
  • Bondi Beach (è la spiaggia più famosa al mondo ma, a differenza di quanto avviene in Europa, le spiagge non sono privatizzate e chiunque può sedersi liberamente e godere di questo posti fantastici). 

Seconda tappa: KANGAROO ISLAND

Da Sydney siamo poi partiti in direzione Adelaide, sempre con un volo Qantas. Arrivati a sera inoltrata abbiamo subito preso la macchina a noleggio per dirigerci verso la cittadina di Cape Jervis dove abbiamo preso alloggio in uno dei due alberghi del paese (Accommodation & Caravan Park).

Col senno di poi abbiamo azzardato perché il detto “in Australia ci sono più canguri che persone”  è reale e guidare di notte può essere molto pericoloso. Se potete evitate di mettervi in viaggio al calar del sole!

La scelta dell’hotel lungo una strada deserta in prossimità di un paese piccolino, è stata intenzionale vista la nostra volontà di visitare Kangaroo Island, accessibile via mare con un traghetto che parte da Cape Jervis per la cittadina di Penneshaw sull’isola dei Canguri.

Possiamo dire con certezza che visitare Kangaroo Island è stato uno dei posti più belli che abbiamo visto durante il nostro viaggio in Australia perché ci ha dato la possibilità di vedere da vicino la fauna e la natura selvaggia di questo continente immenso. 

Abbiamo avuto modo di vedere e toccare con mano quanto la natura la faccia da padrone in Australia: ci siamo letteralmente trovati accerchiati da canguri che invadono la strada assai poco frequentate da macchine. Siamo scesi dalla macchina ed abbiamo cercato di accarezzare alcuni canguri che erano vicinissimi (non andrebbe fatto perché non potrebbero reagire ma la tentazione è stata più forte della ragione). Abbiamo visto tantissime specie di animali come i leoni di mare visitati alla Seal Bay Conservation Park (merita la visita!) dove abbiamo avuto la possibilità di passeggiare sulla spiaggia vicinissimi ai leoni marini. 

Non abbiamo avuto la stessa fortuna con i pinguini di cui abbiamo visto solo le impronte sulla spiaggia.

A Penneshaw (dove alloggiavamo) abbiamo mangiato uno dei fish and chips più buoni mai mangiati nella nostra vita. Tenete conto che l’isola intera è grande circa la metà della Corsica quindi è possibile girarla in tutta tranquillità facendo base nella sola Penneshaw. 

Non perdetevi l’Admirals Arch: è uno dei luoghi più belli dove ammirare quello che la natura è riuscita a fare nel corso di millenni attraverso l’erosione.

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Un posto da non perdere è la fattoria dove viene prodotto olio di eucalipto ed olio di emu che abbiamo visitato ed è molto bella (https://www.emuridge.com.au/).

Terza tappa: ADELAIDE

Lasciata Kangaroo Island ci siamo diretti ad Adelaide per un breve soggiorno.

Adelaide è una città che ci ha piacevolmente colpiti, è molto informale, noi abbiamo girato il centro senza mete particolari. VI segnaliamo la possibilità di fare una sosta al bar situato sulla terrazza del Majestic Roof Garden Hotel, aperto anche a chi non è cliente della struttura alberghiera  per godere il panorama della città. 

La mattina siamo ripartiti da Adelaide per Alice Springs.

Quarta tappa: ALICE SPRINGS

All’arrivo al piccolo aeroporto di Alice Springs ci siamo trovati immersi nell’outback australiano e nella realtà aborigena australiana. 

La città, situata praticamente sul Tropico del Capricorno ha una forte presenza di aborigeni (è una cittadina di 25.000 abitanti città). Da qui partono tutte le escursioni verso il grande cuore australiano, salvo che non si voglia prendere direttamente l’aereo per andare a vedere Uluru (Ayers Rock) e basta. 

Ad Alice Springs ci siamo immersi nella cittadina e abbiamo cercato di apprendere tramite centri culturali e negozi quante più informazioni possibili sulla storia degli aborigeni e la sera abbiamo avuto modo di assaggiare tutto il repertorio di carne “tipica” australiana: canguro, coccodrillo, emu e cammello.. anche se il cammello, pur presente in Australia, non è certo l’animale più tipico della nazione…

Il giorno seguente abbiamo preso la macchina a noleggio per andare attraverso il desertico outback australiano verso Uluru. Vi suggeriamo il viaggio in auto anche se potrebbe apparire ai più noioso ed incrocerete, se sarete fortunati, non più di 30/40 macchine.. noi ci siamo fermati a 21 macchine incrociate)… il paesaggio  è abbastanza monotono ma è un’esperienza che merita di essere vissuta perché attraversare questi territori in aereo (come poi avremmo fatto per ripartire da Ayers Rock verso la nostra altra meta) non renderebbe l’idea.

AFFRONTARE L’OUTBACK IN MACCHINA

Si tratta di un percorso di 500 km dove servono alcune raccomandazioni: tanta acqua, spuntini, pieno di benzina e un po’ di pazienza perché durante tutto il tragitto incontrerete soltanto due punti ristoro utilizzati per lo più per fare rifornimento alla macchina. Noi abbiamo optato sia per questioni assicurative che di nostra comodità per il percorso classico “asfaltato”, ma un’altra soluzione che ci era stata proposta (con il problema che non avremmo avuto garanzie di coperture assicurative in caso di guasti o incidenti) era di dirigersi direttamente a ovest da Alice Springs, approcciando Uluru in senso anti orario, ma la strada sarebbe stata per diversi tratti sterrata.

Quinta tappa: ULURU

Uluru Ayers Rock: è il più famoso monolite arrivato sulla terra, la “montagna” rossa più famosa che affascina.

Una doverosa osservazione: il monolite è sacro per gli aborigeni e, pertanto, loro ritengono sacrilego scalarlo…purtroppo, nonostante la scalata sia sconsigliata ci sono addirittura dei passamani cui potersi appoggiare per salire e molti turisti si avventura sulle pendici del monolite. Noi abbiamo preferito rispettare Uluru e, con le dovute scorte di acqua, abbiamo optato per circumnavigarlo: la passeggiata sotto il sole del deserto arido è durata circa tre ore. Qualora vogliate avventurarvi anche voi vi consigliamo un po’ di pazienza, l’immancabile scorta di acqua e qualche snack. Se avete bambini con voi servirà un bel passeggino da sterrato oltre ad una ulteriore scorta di acqua e snack per i più piccolini, ma potrebbe veramente non essere il massimo per loro…

Sesta tappa: DARWIN E KAKADU NATIONAL PARK

Il giorno dopo da Ayers Rock abbiamo preso l’aereo che, dopo breve scalo ad Alice Springs (attraversando il deserto visitato in auto) ci ha portato a Darwin che ci ha accolti con un clima che avremmo potuto definire tardo primaverile (pur essendo geograficamente in inverno).

Darwin è una bellissima città che abbiamo visitato distrattamente, fermandoci sul porto per cenare in uno dei tanto ristorantini che si affacciano qui e che la sera brulicano di persone.

Ci ha colpito molto la presenza in diversi parchi di attrezzature ginniche (molto ben tenute) utilizzate da diverse persone. 

La città è stata la base per la gita al Kakadu National Park. Il parco rappresenta un’importante riserva naturale per gli animali e le piante del territorio, noi abbiamo potuto immergerci all’interno del parco vedendone, viste le dimensioni , solo una fetta. 

Abbiamo optato per una interessante gita in barca lungo i corsi d’acqua presenti: durante l’escursione in barca abbiamo potuto ammirare diverse piante e animali presenti compresi gli enormi coccodrilli presenti, alcuni dei quali, ci spiegava la guida possono essere così grandi da poter ribaltare la barca in cui ci trovavamo se stuzzicati (anche per questo motivo la barca talvolta si muoveva con grande cautela, dovendo evitare di colpire qualcuno di questi grandi rettili che avrebbe potuto contrattaccare sentendosi minacciato).

Settima tappa: CAIRNS ED ESCURSIONE A MICHAELMAS CAY

Il giorno dopo da Ayers Rock abbiamo preso l’aereo che, dopo breve scalo ad Alice Springs (attraversando il deserto visitato in auto) ci ha portato a Darwin che ci ha accolti con un clima che avremmo potuto definire tardo primaverile (pur essendo geograficamente in inverno).
Salutata Darwin siamo volati a Cairns, città di 150.000 abitanti a due passi dalla barriera corallina. La Grande Barriera Corallina si estende per 2300 km lungo la costa nord orientale dell’Australia. Noi abbiamo deciso di visitare con una escursione Michaelmas Cay.

L’atollino situato a 40 kms al largo di Cairns è letteralmente a ridosso di un tratto bellissimo di barriera corallina. Le sue spiagge sono inoltre protette perché numerosi uccelli vengono qui a deporre le loro uova: è uno degli habitat naturali principali per gli uccelli marini ed uno dei più importanti nell’emisfero australe. Sono state registrate almeno 23 specie di uccelli marini e molte specie considerano quest’isola il luogo ideale dove poter nidificare. E’ un basso atollo sabbioso lungo circa 360 m per 50 m di larghezza coperto di vegetazione circondato da una barriera corallina, è un parco nazionale ed un rifugio protetto per gli uccelli marini migratori. 

Ottava tappa: KURANDA NATIONAL PARK

Il giorno seguente abbiamo invece visitato il Kuranda National Park…. un bellissimo parco naturale tropicale abitato dagli aborigeni fin da 10.000 anni fa, “riscoperto” dagli occidentali che colonizzarono l’area verso la fine del XIX secolo e sfruttarono l’area per il suo legname. Il paesino omonimo di Kuranda è raggiungibile attraverso una ferrovia panoramica che parte da Cairns e si sviluppa lungo le pendici dell’altopiano su cui si trova la foresta ed il paesino. Il treno impiega quasi 2 ore a raggiungere Kuranda da Cairns e permette di godersi appieno il bellissimo paesaggio del territorio, oltre che poter ammirare la cascata Barron in prossimità della quale si trova anche una fermata dello stesso treno.

Una volta arrivati a Kuranda la cui visita porta via poco tempo trattandosi di un piccolo villaggio ad impronta turistica, si può proseguire per lo Skyrail Rainforest Cableway: si tratta di una funivia scenografica che in 2 ore e mezza vi condurrà letteralmente sopra la foresta pluviale del parco permettendovi di godere ancora meglio la bellezza di questo parco (https://www.skyrail.com.au/). E’ un posto che merita la visita.

Tornati la sera a Cairns ci siamo resi conto che la nostra bellissima avventura in Australia stava volgendo al termine. Il giorno dopo infatti ci siamo imbarcati per Sydney e da lì siamo ripartiti per Dubai…

 

Torneremo in Australia con i nostri bimbi il prima possibile perché è un Paese unico che ci ha rapito il cuore e l’anima!

Ci auguriamo che questa nostra meravigliosa esperienza vi sia piaciuta e vi abbia influenzato per un vostro futuro viaggio!

Di seguito vi inseriamo i nostri suggerimenti che speriamo possiate trovare utili.

I nostri tips

  • Calcolate minimo 21 giorni. Il nostro viaggio è durato circa 25 giorni e per cercare di vedere il più possibile ci siamo spostati spesso in aereo.
  • La sicurezza è al primo posto, non ci siamo mai sentiti in difficoltà o in pericolo.
  • È un viaggio che può essere organizzato con i bimbi spezzando le tappe (calcolate circa 24 ore per raggiungere l’Australia. Noi suggeriamo di fermarsi in una tappa intermedia con scalo di qualche giorno ad esempio Dubai o Singapore)
  • Rispettate la cultura aborigena. Non scalate Uluru, è la montagna sacra agli aborigeni. Noi siamo rimasti davvero scioccati nel vedere le condizioni nel quale vivono gli aborigeni:  ci aspettavamo una sorta di rispetto nei loro riguardi ma ad Alice Springs abbiamo visto moltissimi aborigeni con problemi di alcol e malattie mentali. Ci siamo accorti che una fetta  meravigliosa ed antica dell’Australia è stata letteralmente messa da parte, relegata, isolata dal resto del mondo. Il nostro consiglio è quello di rispettarli, non scattate foto perché ci siamo proprio resi conto che sono persone che hanno addirittura paura del contatto con l’essere umano. Limitatevi ad osservarli perché alcuni di loro sono stati inseriti in contesti rieducativi e si dedicano alla pittura. 
  • Vi suggeriamo di acquistare i prodotti fatti da loro a mano, evitate i grandi magazzini ad uso commerciale. E’ rimasta nel nostro cuore questa signora seduta per terra intenta a pitturare una tovaglia, sembrava finta tanto era assorta nel pitturare questi lembi di stoffa.. Vi lasciamo l’indirizzo dove noi abbiamo acquistato stoffe aborigene: Aboriginal Fabric Gallery Shop 3, 91 Gregory Terrace PO Box 3098, Alice Springs – www.aboriginalfabrics.com.au
  • Bellissima da vedere è la pittura del corpo aborigena, un’antica arte tradizionale che è stata eseguita per migliaia di anni: il tipo di pittura varia a seconda della tribù e del luogo in cui vive ogni tribù in Australia. I dipinti del corpo e le decorazioni tradizionalmente portano un profondo significato spirituale per gli aborigeni. 
  • L’Australia è un Paese caro visti gli alti standard di vita. Prenotate con largo anticipo i voli.
  • La guida è sulla sinistra, le macchine hanno il volante a destra e, nella maggior parte dei casi, hanno il cambio automatico. Per poter guidare e prendere a noleggio una macchina occorre avere una patente internazionale poiché la patente emessa dalla Motorizzazione Civile italiana non è sufficiente per poter guidare la macchina.
  • Il clima trovato durante tutta la nostra esperienza australiana è stato assai variegato. Immaginate le distanze considerate che se Adelaide fosse a Palermo, Darwin si troverebbe a nord della punta settentrionale della Scozia, Ayers Rock tra Francia e Svizzera, Cairns nelle Repubbliche baltiche e Sydney in Turchia. Munitevi di vestiario di ogni tipo in base alla vostra destinazione specifica.
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